ARRICCHIMENTO AMBIENTALE.

Terraristica 2.0: l’arricchimento ambientale

a cura di Giulia Raissa Agnolon


“I tentativi di tenere in condizioni innaturali animali molto sensibili trovano giustificazione solo nella ricerca scientifica, e se intrapresi a scopo puramente dilettantesco hanno sempre un qualcosa di dubbio dal punto di vista morale. Anche la persona più esperta, prima di prendersi in casa un organismo molto delicato, dovrebbe tener presente non solo la legge scritta, ma anche quella legge non scritta, assai più severa, che esige che agli animali in cattività non manchi nulla del necessario al loro benessere fisico e psichico.”



Lo scrisse Konrad Lorenz nel 1967. Non c’è nulla di più attuale.

Padre fondatore dell’etologia moderna, scopritore ed elaboratore del concetto di “imprinting”, ma prima ancora amante degli animali. Lorenz ha allevato (per passione e per studio) animali di ogni genere, cominciando negli anni ’30, periodo in cui nulla si sapeva sulle tecniche di allevamento, ma una cosa era già certa: in condizioni di cattività gli animali vengono privati di molto e sono limitati nei loro comportamenti, motivo per cui è dovere di chi li alleva tenerli nel miglior modo possibile, o non tenerli affatto.

Questo dovrebbe essere il principio alla base di una terraristica più consapevole, che porti a risultati concreti e che possa distinguersi dal semplice collezionismo. Troppo spesso, invece, tendiamo a fornire stabulazioni minimaliste, garantendo il minimo indispensabile, secondo un approccio quasi “imprenditoriale” che punta ad ottenere la massima resa con la minima spesa. Attualmente, tramite il controllo e la manipolazione di parametri essenziali si garantisce all’animale un benessere minimo per la riproduzione, ma lo si priva di altri tipi di benessere. In realtà gli animali necessiterebbero di più, in quanto sono ben più complessi di come vogliamo vederli. Stiamo scoprendo che rettili e anfibi hanno capacità cognitive e comportamenti inaspettati, che però mostrano solo se adeguatamente stimolati.


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