Le regole d'oro dell'Alimentazione.

Aggiornato il: apr 14

Le regole d’oro dell’alimentazione:


Garantire un’adeguata stabulazione. Un terrario adeguato alle necessità della specie è alla base di tutto: l’animale mangia se sta bene. Inoltre, per quanto riguarda i parametri di stabulazione, il giusto range di temperatura è fondamentale per l’attivazione del metabolismo e il completamento della digestione.


Rispettare il regime alimentare naturale. Abbiamo visto che il sistema digestivo si è evoluto nelle diverse specie in modo da ottimizzarsi in base alla disponibilità trofica, motivo per cui è fondamentale fornire una dieta compatibile con il regime alimentare della specie in natura.

Fornire alimenti di qualità. Significa fornire vegetali freschi, attentamente scelti e privi di pesticidi, prede ben nutrite e selezionate, ed evitare qualsiasi tipo di mangime o cibo in scatola.

Variare la dieta. Per evitare possibili carenze nutrizionali e conseguenti patologie dobbiamo fornire un’ampio spettro di alimenti, in modo da garantire un apporto nutrizionale completo. Un’alimentazione varia viene spesso sacrificata per questioni economiche, ma a lungo termine questo “risparmio” costerà caro dal momento in cui la salute dell’animale ne verrà intaccata.

Evitare la sovralimentazione. Alcune specie di rettili e anfibi possono essere particolarmente fameliche, ma è importante non intenerirsi di fronte alle continue richieste di cibo, perché gli effetti dell’obesità su questi animali possono avere esiti letali prima di quanto pensiamo.



Prede invertebrate


Di queste ce n’è una grande varietà a nostra disposizione, eppure tendiamo a somministrare sempre lo stesso tipo di insetto.



Le prede invertebrate, in quanto tali, sono prive di scheletro osseo, e di conseguenza sono carenti in calcio (in genere meno dello 0.2%). Sono inoltre anche caratterizzate da un rapporto Ca:P sfavorevole. Motivi per cui non possiamo considerare gli insetti un alimento completo per i nostri animali, ma si rende invece necessaria l’integrazione calcio e vitamina D3.

La qualità nutritiva delle prede invertebrate dipende strettamente da come sono a loro volta alimentate. È quindi importante effettuare il gut loading nelle 24-48 ore prima della somministrazione. Il gut loading, che significa letteralmente “caricamento dello stomaco”, consiste nel nutrire adeguatamente gli insetti in modo da renderli maggiormente nutrienti, al contrario sarebbe come andare a fornire un esoscheletro vuoto, con il rischio di provocare delle carenze nutrizionali ai nostri anfibi e rettili.


Possiamo considerare le seguenti come prede invertebrate idonee a costituire la dieta base, da selezionare il base alla specie ed alla taglia dei nostri animali:





Sono invece da considerare come alimenti complementari, da fornire solo con moderazione:


Tarme, kaimani, buffalo worms: notoriamente troppo chitinosi. La chitina per essere digerita richiede enzimi specifici, di cui rettili e anfibi sono scarsamente dotati, ecco perché somministrare come dieta base questo tipo di insetti significa mett


ere a dura prova il sistema digestivo dei nostri animali. A ciò si aggiunge che tali insetti sono anche di scarso valore nutritivo in quanto grassi e ricchi di fosforo.

Camole del miele: da liminare perché eccessivamente grasse.

Pezzi di carne: possono essere forniti a rettili onnivori ma con la consapevolezza che stiamo dando un cibo incompleto e che quindi va adeguatamente integrato (ha quindi poco senso).

Uova: rettili onnivori come i tegu le gradiscono molto, ma il problema delle uova è che si trovano principalmente non fecondate e queste sono povere di biotina (vitamina H) e ricche di antibiotina (avidina), motivo per cui se ne consiglia una somministrazione solo eccezionale.