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PANTHEROPHIS GUTTATUS

Aggiornamento: 14 mar 2022

SCHEDA DI ALLEVAMENTO


Pantherophis Guttatus è un serpente non velenoso appartenente alla famiglia Colubridae, diffuso negli Stati Uniti d'America.

Vive nelle praterie e nei boschi negli Stati Uniti d'America orientali e sudorientali New Jersey, Maryland, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida.

Ex Elaphe Guttatus.


Il Serpente del Grano era precedentemente collocata nel genere Elaphe, Utiger et al. hanno scoperto che tale genere è parafiletico, così la specie è stata ricollocata nel genere Pantherophis.

Il collocamento del serpente del grano e di diverse specie correlate nel genere Pantherophis anziché Elaphe è stato confermato da ulteriori studi filogenetici.

Altre sottospecie: nessuna.

L’ex Elaphe guttata emoryi è stata elevata a Pantherophis emoryi.


  • Regno: Animalia

  • Phylum: Chordata

  • Classe: Reptilia

  • Ordine: Squamata

  • Subordine: Ophidia

  • Superfamiglia: Colubroidea

  • Famiglia: Colubridae

  • Genere: Pantherophis (ex Elaphe)

  • Specie: Pantherophis guttatus

  • Nome comune: Serpente del granoturco, Cornsnake


Descrizione.


La Pantheropis Guttatus o serpente del grano è un serpente costrittore, afferra le proprie prede e le soffoca prima di ingerirle intere.

Solitamente di colore arancione e con macchie dal rosso al marrone, possiede una testa stretta ed un corpo muscoloso.

Le dimensioni degli esemplari adulti oscillano tra i 4–5 cm di diametro ed i 75–150 cm di lunghezza, per un peso che varia tra i 250 ed oltre i 500 grammi.

Ci sono anche esemplari che raggiungono i 1,5 kg di peso, questo dipende dalla morfologia e dalla provenienza geografica.

La Phanterophis Guttatus vanta tante colorazioni e moprh, in questo pargrafo ho cercato di racchiudere le più comuni e conosciute cercando sul web e sui libri di testo.


Amelanistic.

Albino o red albino .

E` una delle mutazioni più comuni dei Pantherophis guttatus.

E` stata la prima mutazione scoperta in natura: il primo esemplare albino è stato rinvenuto nel Nord Carolina nel 1953.

Il primo morph di Pantherophis guttatus mai riprodotto in cattività è stato proprio un albino, nel 1961. Gli amelanistici hanno questo aspetto perchè, come suggerisce il nome, privi di melanina il pigmento che regola la presenza del nero e del marrone.

Il colore del corpo varia da un bianco/rosa all’arancione/rosso, le selle sono arancione scuro/rosse e spesso bordate di bianco.

Gli occhi sono rossi/rosa, e le squame ventrali vanno dal giallo al rosso. Selezioni di amelanistici sono:

sunglow corpo e selle completamente arancioni/rossi senza tracce di bianco.

candycane corpo bianco di fondo e selle rosse, senza arancioni. La parvenza è quella di una caramella natalizia, le candycane appunto!.

reverse okeetee sono okeetee albini, distinguibili dalle spesse linee bianche che bordano le selle rosse, su fondo arancione.


Ancestrale.

Normal o Wild Type.

Si definisce normale o wild type, un Pantherophis guttatus di colorazione ancestrale, ovvero della tipica colorazione che questa specie ha in natura. Esistono diverse tipologie di Pantherophis guttatus: sono quegli esemplari ancestrali riconoscibili e riconducibili ad un determinato areale di rinvenimento in base alla loro colorazione ed a caratteristiche del pattern. Le tipologie non sono tratti fissati geneticamente, quindi non parliamo di geni recessivi e trasmissibili alla prole come per i morphs non esistono Pantherophis het!

Per riprodurre in purezza un genere o morph, ad esempio una Miami, bisogna accoppiare una miami pura, con un’altra miami.

Normal o Carolina: è il classico Pantherophis guttatus ancestrale, rinvenibile in natura nel sud est degli USA; Il corpo è arancione, le selle rosse e bordate di nero.

E` detto anche wild type o Carolina.


Anerythristic

anery o black albino.

Gli aneritristici, anche conosciuti come Anery, devono il loro aspetto alla mancanza di eritrina, il pigmento che regola la produzione di rosso e arancione.

Il corpo è grigio chiaro/argento, le selle sono grigio scuro e bordate di nero.

E` tipica, negli Anery, la presenza di fondo giallo sul mento e lungo il collo dell’animale, colore che solitamente comincia ad essere visibile dopo diverse mute.


Charcoal o Anery

Il charcoal o Anery è un’altra forma di aneritrismo.

Anche in questo caso, dunque, gli esemplari mancano di eritrina, il pigmento che regola la produzione di rosso ed arancione.

Solitamente, i charcoal hanno un contrasto di colore tra selle e corpo meno forte rispetto agli Anery normali, ed è spesso ridotta anche la presenza di giallo lungo il mento e il collo dell’animale; alla semplice osservazione, comunque, spesso i due tipi di Anery non sono distinguibili tra loro.


Caramel

Si potrebbe dire che il gene caramel rimuova la pigmentazione rossa.

In linea di massima, gli esemplari caramel vanno da un fondo grigio al marrone/sabbia, toccando diverse gradazioni di giallo.

Le selle sono marroni.

Da babies, alcuni caramel possono sembrare degli aneritristici, ed il giallo può comparire anche dopo diverse mute. Sembra che anche gli esemplari eterozigoti per questo tratto mostrino muta dopo muta una più accentuata presenza di giallo.


Cinder o “Z” o Ashy

Il cinder, o Ashy, è la più recente forma di aneritrismo scoperta nel Pantherophis guttatus.

Come per gli altri anery, vi è una mancanza di eritrina, il pigmento che regola la presenza del rosso/arancione.

Il grigio di questi esemplari può andare nel marroncino, e le selle possono colorarsi di un leggero rosso/rosato durante la crescita.


Diffused o bloodred

Bisognerebbe fare una distinzione nell’uso dei termini bloodred e diffused, seppur si parli del medesimo gene; parliamo di “bloodred”, intendendo gli esemplari selezionati e riprodotti che presentano la tipica colorazione rossa, da cui il nome.

Inoltre, questo gene ha la particolarità di modificare 3 aspetti del pattern: nei soggetti bloodred non avremo scacchi ventrali e il ventre sarà dunque completamente bianco, o bianco e rosso andando verso la coda, la testa ha quasi sempre il tipico disegno “a teschio” negli esemplari baby (skull) ed il pattern laterale scompare man mano che il serpente cresce, muta dopo muta, lasciando una colorazione uniforme di fondo, “diffusa”. Da qui, il termine “diffused”, usato per meglio indicare la particolarità del gene di modificare il pattern.


Dilute

Il gene Dilute è il 5° gene responsabile di ipomelanismo mai scoperto. L’aspetto di questi esemplari è particolarissimo. I colori sembrano soffusi, sbiaditi, come se il serpente fosse continuamente in muta.


Hypo, o Hypomelanistic o HypoA

Come suggerisce il nome, gli esemplari ipomelanistici subiscono una riduzione di melanina, il pigmento responsabile del nero/marrone.

Tutti i bordi solitamente neri, o scuri, appaiono più chiari, e gli scacchi ventrali sono più o meno bronzei.

Bisogna però fare attenzione: non tutti gli esemplari con queste caratteristiche si rivelano sempre degli hypo.

La maniera migliore per identificarli, è confrontare tra di loro i piccoli di una stessa schiusa.


Kastanie

è un gene fissato in Germania il nome significa “castagna”, i piccoli sono molto simili a degli aneritristici ed acquisiscono, crescendo, toni arancioni e marroni.


Lava o HypoC

E` la terza forma di ipomelanismo scoperta, geneticamente indipendente, che sembra avere più effetto sul nero (riduzione di melanina) dei normali HypoA.

Inoltre, pare che questo gene intensifichi il colore arancione.


Lavender

recentemente il lavender è stato definito come una terza forma di aneritrismo.

Il colore di fondo di questi esemplari è grigio molto chiaro, con selle che rientrano nella sfera del grigio/violetto/rosato. Alcuni lavender possono avere gli occhi rubino.


Sunkissed o HypoB

Il sunkissed è una forma di ipomelanismo carenza di melanina, il pigmento che regola la presenza del nero/marrone, che conferisce agli esemplari una colorazione più brillante.

Questo gene, inoltre, sembra agire sulle selle dorsali rendendole più uniformi, tondeggianti, ed ha effetti anche sul pattern della testa: la banda di colore che solitamente circonda il naso, appare più sottile n.b: succede anche negli striped, e sono frequenti anche piccoli puntini sul naso. Inoltre, gli scacchi ventrali sono molto estesi.


Ultra o HypoD

l’Ultra è una forma di ipomelanismo che conferisce all’animale un aspetto più chiaro, pallido.

Gli occhi spesso sono rubino, e può capitare, quindi, di confonderli con dei normali amelanistici. Gli alleli del gene Ultra condividono gli stessi loci del gene Amel: se presenti insieme (auaa) si avrà un animale a metà tra Ultra ed Amel, e viene detto Ultramel.


Ultramel

Un Ultramel è un Pantherophis guttatus eterozigote per ultra e per amelanismo allo stesso tempo (i geni Ultra e Amel condividono gli stessi loci). L’aspetto dell’esemplare sarà intermedio tra i due.


Le informazioni riguardanti i Morph sono state prese dal sito:



Comportamento.


Questi serpenti sono solitamente docili e mordono molto raramente.

Vanno maneggiati con delicatezza, senza stringerli eccessivamente perché si possono causare traumi ai tessuti.

Per tenerli fermi una mano trattiene il collo dietro la testa, l'altra sorregge il corpo.

Una presa più morbida consiste nel sorreggere semplicemente il corpo e lasciare che il serpente passi continuamente da una mano all'altra, dandogli la sensazione di essere libero.

Non si devono mai sospendere per la testa o strattonarla, perché si rischia di dislocare la prima vertebra.

Se possibile, non si devono mai maneggiare durante la muta perché la pelle è particolarmente delicata, né per le 48 ore successive al pasto per evitare il rigurgito della preda.

Uno dei serpenti consigliato ai neofiti per la sua facilità nell'allevamento e nella gestione.


Temperatura e Illuminazione.


Poiché i rettili regolano la loro temperatura corporea utilizzando fonti esterne di calore, si deve porre nel terrario una fonte di riscaldamento. La temperatura del terrario non deve essere uniforme ma presentare una variazione, detta gradiente, da un estremo all'altro.

In questo modo il serpente, spostandosi da una zona all'altra del terrario, può regolare la propria temperatura corporea in modo da scegliere quella ottimale.

Phanterophis Guttatus richiede una temperatura che vari da 26-29 °C nella zona calda e circa 21-24 °C in quella più fredda.

Durante la notte la temperatura nella zona calda andrà abbassata a circa 25' cosi da indicare al nostro rettile la fase notturna.

Il gradiente di temperatura va controllato con l'uso di un termostato.

Se la temperatura è troppo elevata il serpente può morire in pochi minuti per ipertermia. Temperature troppo basse non permettono al rettile di sostenere le attività metaboliche, come la digestione e la funzionalità del sistema immunitario, causando anoressia e malattie.

Il metodo migliore per riscaldare il terrario consiste nell'utilizzo di lampade riscaldanti che imitano l'azione di riscaldamento del sole, oppure con l'utilizzo di un tappetino posto sotto il fauna box o terrario.

È importante che la fonte di calore sia posta all'esterno del terrario, in modo che il rettile non ne possa venire a contatto se si tratta di lampade esistono i commercio delle cupole in allumino che aiutano l'installazione e sono predisposte di grigie per proteggere l'animale da eventuali scottature.

Si ottenere un'adeguata temperatura variando il wattaggio della lampada, la sua distanza dal terrario..

I sistemi di riscaldamento vanno sempre utilizzati insieme ad un termostato di ottima qualità e con la funzione del cambio automatico di temperatura tra giorno e notte.

Da evitare assolutamente sono le cosiddette “rocce calde”, apparati di riscaldamento simili a un pezzo di roccia, naturale o artificiale, contenenti all'interno una resistenza elettrica e da collegare alla presa di corrente.



Come fonte di illuminazione per il nostro Phanterophis Guttatus deve essere soggetto ad un ciclo di illuminazione (fotoperiodo) di 12 ore di luce e 12 di buio, tranne nei casi in cui si voglia riprodurre, nel qual caso si deve imitare il ciclo luce-buio proprio della stagione.

Condizioni di fotoperiodo innaturale ad esempio un'illuminazione continua anche di notte causano uno stress eccessivo al rettile, con effetti negativi sullo stato di salute.

Oltre alla fonte di calore è buona cosa collocare una lampada a spetro UVB-UVA cosi da aiutare il nostro serpente a metabolizzare tutte le vitamine e i componenti contenuti nei pasti e aiutarlo a crescere bene.

In natura esiste il sole e quindi usiamo per far stare meglio i nostri rettili, non esiste essere vivente che non benefici di questo fattore e del sole.

Oltre a questo, con una lampada UVB-UVA creeremo il ciclo giorno notte aiutando il nostro rettile a capire quando è giorno e quando è notte, oltre a ricreare gli effetti di strabulazione che si trovano in natura.

Trovo che chi non utilizza lampade UVB-UVA per allevare questa tipologia di rettile non sia consapevole dell'efficacia e dell'importanza che essa ha su tutti i rettili.

Queste lampade apportano notevoli benefici alla salute del rettile, simulando condizioni naturali e stimolando normali comportamenti alimentari; sono inoltre particolarmente importanti nei programmi di riproduzione.

Poiché il vetro blocca quasi completamente le radiazioni ultraviolette queste lampade vanno collocate all'interno del terrario, e non fuori del coperchio, a meno che non si utilizzi un coperchio con una griglia.

I serpenti non hanno bisogno di ricevere radiazioni UVB per sintetizzare la vitamina D.



Umidità e Aerazione.


L'umidità è un altro fattore essenziale per la salute del rettile e deve essere del 30-70%.

In condizioni di umidità troppo bassa il serpente è soggetto a disidratazione che danneggia la funzione renale e a problemi di muta.

Se l'umidità è troppo alta si possono verificare macerazioni e infezioni della cute.

Per verificare il livello di umidità presente nel terrario è necessario utilizzare un apposito strumento detto igrometro, comunemente in vendita nei negozi per rettili.

Se è necessario aumentare l'umidità si può spruzzare di frequente dell'acqua, oppure si può collocare il recipiente dell'acqua. Nel terrario ci deve essere un buon ricambio d'aria, assicurato da griglie di ventilazione poste in basso e in alto su due pareti opposte.

Collocare all'interno del terrario una tana chiusa umida con fibra di cocco e torba è anche un ottima soluzione per evitare disidratazione e facilitare la muta.


Terrario e Box.


Preparandoci all'acquisto di un esemplare di Phanterophis Guttatus dobbiamo pensare anche alle sue esigenze quando l'esemplare sarà adulto, terrario capiente e ben allestito, delle giuste dimensioni.

Cominciamo dall'esemplare baby, circa 30 cm un box in plastica ben forato e areato è la soluzione ideale sia per un fattore di gestione che per una riduzione dello stress sull'animale.

Un box dalle dimensioni di 40x30x30 sarà sufficiente per ospitare il nostro esemplare per i primi 3/4 mesi di vita.

Una tana posizionata su di un tappetino riscaldante collocato sotto e all'esterno del box per 1/3 del box sarà sufficiente.

Una ciotola di acqua sempre fresca e pulita ogni giorno, un fondo in carta assorbente ci aiuterà a tenere il box il più pulito possibile.

Possiamo posizionare una lampada UVB sopra i box e direttamente sopra la rete di aerazione

senza metterla a contatto evitando di colarla, questa la possiamo tenere accesa per 10/12 ore creando il giusto fotoperiodo.

Passato questo periodo il nostro serpente avrà superato i 50 cm di lunghezza e quindi il box andrà cambiato con uno di dimensioni maggiori ma sempre con lo stesso allestimento asettico.

Quando il nostro esemplare raggiungerà le dimensioni di circa 60/80 cm lo potremo stipare in un box definitivo asettico delle dimensioni adeguate oppure in un terrario naturalistico che noi prediligiamo.

Il terrario dovrà essere di almeno 88x45x45 o 88x45x60 o anche più grande in base al nostro stile di allestimento, teniamo in considerazione che sono animali che di rado si arrampicano e prediligono il movimento sul suolo e tra gli arbusti e pietre.

Un mio allestimento lo ho creato con dei tubi corrugati di 12cm di diametro con delle varie diramazioni una sorta di tunnel sotterraneo e posizionarlo sul fondo del terrario tagliando un tubo per metà e posizionandolo nel vetro frontale alla base cosi da vedere l'interno del tubo.

Questa diramazione fissata al fondo del terrario con 3/4 uscite verso il suolo, questo realizzato con un mix di sabbia rossa, sabbia argillosa, fibra di cocco, torba e detriti di tufo.

Ho creato delle depressioni e degli avvallamenti stile canale e posizionato arbusti e piante secche vere e finte.

tronchi e rami di mangrovia per contornare il tutto.

Una lampada riscaldante posta all'esterno del terrario puntava su di una roccia di ardesia viola e marrone e un neon UVB 5% forniva i giusti parametri di giorno/notte che il nostro serpente ha bisogno.

Una ciotola si acqua ricavata in una nicchia nel sub-strato forniva la giusta quantità di acqua fresca.


Questo è quello che noi realizziamo anche se a parole pare non dare la giusta prospettiva ci vuole un pò di immaginazione.


Riproduzione.


Per distinguere i sessi di questa tipologia di serpenti è abbastanza semplice negli esemplari giovani.

Gli esemplari maschi possiedono due organi copulatori, detti emipeni, posti alla base della coda, ai lati della cloaca.

Sono anche muniti di due uncini posizionati nella zona della cloaca, questi vengono utilizzati per aggrapparsi alla femmina per la riproduzione.

Nelle femmine ovviamente questi organi sono assenti, ma nella stessa posizione presentano un paio di ghiandole odorifere, una sacca, una sorta di rigonfiamento è simbolo di un esemplare femmina.

La maturità sessuale è raggiunta abbastanza presto da questi colubridi, ma per essere sicuri di non incappare in problemi di distocia (la femmina non riesce ad espellere le uova, rischiando così la propria vita) o di altro tipo, è bene attendere il terzo anno di età per le femmine, con un peso superiore ai 300g.

I maschi, talvolta, sono sessualmente attivi già dopo il primo anno e mezzo di vita, diciamo che, in generale, dopo il secondo anno di vita sono pronti per intraprendere il loro primo accoppiamento.

Dato che questa specie proviene da zone di clima temperato, è bene brumare gli esemplari pronti per la riproduzione, cioè fargli trascorrere un periodo a basse temperature, simulando la stagione invernale ed inducendo il letargo.

Dopo aver verificato che gli esemplari che si vogliono brumare siano in perfette condizioni fisiche, ed aver atteso almeno due settimane dall’ultimo pasto, onde evitare che eventuali boli intestinali o materiali fecali fermentino all’interno del serpente, si possono iniziare le procedure.


Alimentazione.


L'apparato digerente dei serpenti è semplice e relativamente corto, perciò hanno bisogno di consumare prede di elevata qualità che permettano un adeguato assorbimento degli elementi nutritivi.

Pertanto i roditori che vengono offerti come preda devono essere allevati e nutriti adeguatamente, con una dieta sana e variata, e non ad esempio solamente con miscele di semi o con crocchette per cani e gatti, cibi ricchi di grassi che predispongono a problemi di obesità sia il roditore che il suo predatore. Ai serpenti neonati si somministrano topini neonati ogni 5-7 giorni, aumentando man mano le dimensioni della preda, fino a offrire topi adulti ai soggetti completamente cresciuti, ogni 1-2 settimane in base al periodo, al terrario e alla voracità dell'animale.

Si il terrario e la strabulazione cambiano molto anche l'alimentazione e la frequenza di alimentazione del nostro rettile, argomento che approfondirò in un articolo dedicato. I serpenti devono essere abituati ad accettare esclusivamente prede morte, non solo per motivi etici, ma anche perché i roditori vivi possono rappresentare un serio pericolo per il rettile.

I serpenti si basano principalmente sull'olfatto per la ricerca della preda, pertanto si adattano facilmente a consumare roditori già uccisi. I serpenti in cattività vanno spesso incontro a problemi di obesità, con conseguenti danni per la salute.

La somministrazione del cibo deve quindi essere ridotta se il serpente appare troppo grasso, evitando di fornire roditori a loro volta eccessivamente grassi. Dopo il pasto il serpente non deve essere maneggiato per 48 ore, se possibile, o stressato in alcun modo, per evitare che rigurgiti il pasto. I serpenti devono sempre avere a disposizione un grande recipiente d'acqua, in cui amano immergersi e defecare.

L'acqua deve essere tenuta scrupolosamente pulita, cambiandola tutti i giorni e subito dopo che è stata contaminata con le feci.

Il bagno è anche utile per aiutare la muta e a stimolare l'apparato digerente.

Come regola di base utilizzo una semplice formula matematica ovvero somministrare al nostro serpente un pasto che pesi 1/4 del peso del serpente.

Per esempio se il nostro Phanterophis Guttatus pesa 500 grammi li dovrà essere somministrato un pasto dal peso di 125 grammi e sempre in un unico pasto con un unica preda.

Evitiamo di somministrare più prede a pasto, cosi facendo rischiamo solo di allungare il periodo di digestione e una debilitazione dell'organismo e dello stomaco del nostro serpente.



Brumazione.


La brumazione necessaria solo ai fini riproduttivi, in quanto l'alternanza naturale di stagioni calde e fredde stimola la maturazione delle gonadi; ciò non significa che un animale che non ha seguito tale periodo non possa accoppiarsi, ma semplicemente che lo stimolo riproduttivo e la capacità fisica di riprodursi viene accentuata dopo la stagione fredda.

Quindi possiamo dire che se si hanno intenzioni riproduttive è consigliabile un periodo di brumazione.

Nel caso di Pantherophis guttatus, ma tale procedimento può essere applicato alla la maggior parte dei Colubridi, prima di cominciare ad abbassare la temperatura è necessario far precedere un periodo di un paio di settimane di completo digiuno in cui l'animale possa liberare completamente l'intestino; ciò serve ad evitare che gli alimenti contenuti ancora nel tratto digerente possono fermentare e provocare gravi danni all'animale.

Al termine delle due settimane è opportuno fare un bagno in acqua tiepida in quanto ciò stimola l'evacuazione di eventuali residui di cibo.

Nel frattempo avremo preparato un contenitore di dimensioni adeguate riempito torba, fibra di cocco, sabbia, sabbia argillosa, fieno o foglie secche, questo verrà posto all'interno del terrario e servirà all'animale come tana.

Ai primi di dicembre possiamo cominciare ad abbassare gradualmente la temperatura fino a portarla intorno ai 10-12°C e ad eliminare qualsiasi fonte di luce.

Evitando di disturbare in qualsiasi modo gli esemplari in brumazione.

La temperatura và abbassata con regolarità di 2 gradi ogni 3 giorni, sia per la temperatura diurna che notturna.

E' importante che l'animale non subisca un repentino sbalzo termico, ma che la variazione di temperatura avvenga lentamente e si compia in circa una settimana.

Fate molta attenzione che la temperatura non scenda mai al di sotto dei 5°C, limite critico per la sopravvivenza dell'animale.

Il tempo di brumazione varia dal mese e mezzo ai tre mesi a indiscrezione dell'allevatore,

dopo questo periodo possiamo ripristinare le condizioni originali, riportando l'animale intorno ai 25'-30' gradi.

Questa procedura va fatta sempre con estrema parsimonia e gradualmente evitando sbalzi di temperatura non consono e dannosi per l'animale.

Una volta riportati i parametri normali procediamo con l'alimentare i nostri esemplari e a procedere con l'accoppiamento che avverrà inserendo l'esemplare maschio nel terrario della femmina.


Deposizione.


La gravidanza ha una durata totale di circa due mesi, e già dopo poche settimane è possibile osservare la crescita della sezione del corpo della femmina, causata dallo sviluppo delle uova. Verso la fine di questo periodo, la femmina fa una muta, chiamata muta pre-deposizione, dopo 7-15 giorni dalla quale, avverrà la deposizione.

Quando la femmina entra in muta è il momento di introdurre una tana per la deposizione delle uova, tana in cui la femmina entrerà ed uscirà freneticamente nei primi giorni dopo la muta, e dove stazionerà uno o due giorni prima della deposizione. La tana può essere costituito da un qualsiasi contenitore opaco o scuro, od oscurato, con un foro nel lato superiore poco più grande del diametro della femmina.

Qui la femmina deporrà da un minimo di 10-15 uova sino oltre 30, a seconda della forma fisica della femmina, dell’età e delle dimensioni. Le uova vanno tolte dalla tana, spostando delicatamente la femmina, che sarà stanca, sfinita, decisamente magra, e saltuariamente potrà mostrare atteggiamenti ostili.

Poste in incubatrice all’interno di un contenitore contenente un substrato adeguato, come vermiculite o perlite, inumiditi in precedenza con rapporto 1:1 tra acqua e materiale, ad una temperatura di circa 27-28°C, noi preferiamo incubare le uova a 27°C esatti, con umidità non inferiore al 80-85%, ma questo parametro dipende anche dalla ventilazione e ricambio d’aria che ha l’incubatrice. Dopo 55-60 giorni i baby incideranno le uova, ed entro una o due giornate usciranno completamente.


Prendersi cura delle Nascite.


Dopo la schiusa delle uova, gli esemplari nati vanno stabulati singolarmente, a circa 26-27°C. Circa due settimane dopo la nascita, i piccoli fanno la loro prima muta, dopo di che si può iniziare ad alimentarli con topi appena nati. Solitamente i piccoli di guttata non danno particolari problemi di svezzamento, accettando sin dalla nascita topi pinky decongelati, ma in caso qualche piccolo non mangiasse da solo, si possono tentare diversi metodi, che vanno dall'offrire un pinky decongelato brained (forare il cranio per far uscire un po' di liquido cerebrale), oppure forando la pancia del pinky cosi da far uscire l'odore delle interiora che invoglierà il serpentello a cibarsi. Questi metodi alternativi funzionano meglio se si pone la preda ed il serpente in un piccolo contenitore, per la nottata, in modo che le probabilità d'incontro siano maggiori, e gli stimoli di predazione pure. Raramente si deve ricorrere all'alimentazione forzata, pratica invasiva e stressante, da utilizzare solo in casi estremi, che consiste nell'imbboccare forzatamente il serpete, tramite pinzette, con un pinky o una parte di questo.

Anche qui l'utilizzo di una lampada UVB-UVA porta molteplici vantaggi con un appetito e digestione ottimali dei piccoli nati.


Malattie.


Molteplici sono le malattie o problematiche di allevamento che possono portare il nostro esemplare a stare male o addirittura a morire.


Acari.


La patologia più comune anche se patologia è la parola scorretta sono gli acari della pelle, parassiti debilitanti che si attaccano alla pelle e agli orifizi del nostro rettili e lo debilitano succhiando il sangue, oltre ad essere molto fastidiosi per l'ospite sono anche in maniera massicci debilitanti, anche se sono poche le morti dovute a questo parassita si consiglia smepre di tenere e controllato il nostro serpente e in caso di presenza di procedere in questo modo:

Pulizia e disinfezione del terrario con acqua molto calda e amuchina al 10%. Pulizia e disinfezione di tutto l'arredamento del terrario sempre cn acqua molto calda e amuchina 10%.

Bagno con acqua tiepida 2 colte al giorno al nostro serpente per eliminare i parassiti, in commercio esistono dei prodotti che eliminano questo genere di parassiti però non vendibili in italia per decreto e non rinnovo delle licenze del principio attivo.

Tenere un terrario asettico, molto sterile con un fondo di carta assorbente per controllare l'evolversi della situazione una sola tana posizionata in concomitanza della fonte di calore e una bacinella bella grande in grado di ospitare l'intero serpente, ci starà per gran parte del tempo cercando di eliminare la maggior parte dei parassiti e quindi la ciotola andrà pulita e cambiata molto spesso.

Questo genere di acari è portato da altri serpenti e quindi da un allevamento poco attento all'igiene generale dei propri terrari e esemplari.


Parassiti Intestinali.



Una patologia comune in tutti i rettili sono i parassiti intestinali e anche i serpenti non ne sono immuni.

Parassiti in grado di debilitare il nostro rettili dall'interno e portarlo alla morte se non curato in tempo.

Questi parassiti sono sempre presenti e vivono in simbiosi con il nostro rettile, un rapporto di soggetto e ospite che in natura aiuta ad espellere e a smaltire residui molto duri da digerire e a proteggere le mucose da infezioni o batteri.

Però se questi rendo il sopravvento sul nostro rettile posso causare gravi danni e portarlo alla morte.

Aumentano di numero quando l sistema immunitario del nostro animale si abbassa e ha carenze, ma in quali occasioni accade?

La prima causa è lo stress, subito dopo l'acquisto di un rettile si entra nella fase di quarantena dove si deve tenere monitorato l'animale con costanza ponendolo in un terrario o box asettico e lasciato più tranquillo possibile senza essere maneggiato o infastidito, questi sono fattori di forte stress e possono portare a debilitazione, inappetenza e quindi a perdita di peso e parassitosi.

Un altro fattore scatenante è la poca cura nella pulizia del terrario, questo fattore può scatenare una parassitosi anche in esseri adulti e di età avanzata.

Una corretta e giornaliera pulizia del terrario è molto importante, consiglio di pulire il fondo del terrario e le deiezioni tutti i giorni e nel caso fosse opportuno di pulire e disinfettare le superfici 1 volta a settimana e di cambiare il fondo dei serpenti almeno una volta ogni 3 mesi e di arieggiarlo ogni mese, ottima cosa in questo ambito è l'introduzione di collemboli che ci aiutano a distruggere anche le parti più piccole di sporco che restano nel fondo del nostro terrario.

Un cibo sano e ben allevato, spesso si sottovaluta dove di acquista il cibo per i nostri rettili e guarda solo il costo sempre a discapito della qualità.

Questo è un altro punto e possibilità di parassitosi, se diamo al nostro serpente un topo congelato male o decongelato e ricongelato più volte andremo incontro al rischio di parassitosi intestinale grave.

Cerchiamo sempre il posto migliore dove acquistare il cibo per i nostri rettili, spendiamo anche 1-2 euro in più, ne ricaveremo in benessere e salute del nostro animale.


Lesioni e Scottature.


Non sono malattie ma possono portare alla morte anche delle piccole lesioni o ferite non curate sempre per un fattore di batteriosi o infezione.

Cechiamo di costruire il nostro terrario il più sicuro possibile, con il minor numero di pericoli possibili, punte, schegge, fonti di calore ben riparate o fuori dalla portata del nostro animale.

In caso di ferite o bruciature applichiamo subito del betadine e attendiamo 1-2 giorni se la ferita non migliora contattiamo subito un veterinario che ci aiuterà nella cura della nostra ferita.


Costipazione.


Più frequentemente di quanto si può pensare, la costipazione è un sintomo clinico che molto spesso viene riferito dal proprietario durante una visita.

E’ un sintomo da non sottovalutare in quanto spesso indice della presenza di altre patologie o di una errata conduzione dell’allevamento, che se trascurate o sottovalutate possono portare a morte l’animale.

Si tratta semplicemente delle difficoltà di evacuare normalmente e con regolarità le feci.

In uno stadio iniziale, il rettile, pur continuando ad alimentarsi normalmente, presenta grosse difficoltà ad espellere le feci che si presentano particolarmente consistenti ed asciutte; perdurando questa situazione, l’intervallo tra una evacuazione e l’altra si allunga sempre di più, finché nell’animale si riscontra un addome dilatato e turgido.

Ad una eventuale palpazione, è possibile percepire la presenza di masse fecali nella parte terminale dell’addome, fino all’apertura cloacale.

Spesso l’esame radiologico può essere utile a differenziare la presenza delle feci da corpi estranei, masse tumorali, calcoli, ecc.

Le più comuni cause della costipazione sono legate soprattutto a fattori ambientali quali:

  • bassa umidità.

  • temperatura dell’aria troppo fredda.

  • scarso movimento dovuto alla stabulazione in terrari troppo piccoli.

  • temperature troppo basse che obbligano l’animale a sostare per lunghi periodi con la parte ventrale a contatto con le sorgenti di calore.

Come è facile intuire tutti questi fattori sono spesso legati e correlati tra di loro.

Anche una eccessiva somministrazione di cibo, può a lungo andare, determinare l’insorgere di questa patologia. Troppo spesso, infatti, ci si dimentica che i rettili presentano una digestione molto lenta e che anche in natura osservano lunghi periodi di digiuno; la nostra tendenza è invece quella di alimentarli più di quanto realmente avrebbero bisogno !

Infine, anche la presenza di parassiti o microrganismi "estranei" alla normale flora intestinale può essere una causa della malattia.

Una volta diagnosticata, anche se si tratta solo di uno stadio iniziale, è fondamentale correggere immediatamente tutti i fattori ambientali e di allevamento che possono aver scatenato il problema.

Si suggerisce inoltre di fornire maggiori possibilità di movimento, sia ingrandendo il terrario, sia eliminando gli elementi decorativi, e di ridurre la frequenza e la quantità di cibo somministrata.

Casi particolarmente gravi possono essere aiutati con l’utilizzo di vaselina e/o ossido di magnesio somministrati per via orale; tale pratica va comunque condotta da mani esperte. Eventualmente si possono utilizzare enteroclismi di glicerina, comunemente reperibili in farmacia nel dosaggio più idoneo in rapporto alla taglia dell’animale. Se ciò non dovesse bastare, sarà necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere i fecalomi.



Questa è la nostra personale scheda di allevamento per Phanterophis Guttatus.

Non deve per forza rispecchiare le altre schede di allevamento presenti sul web, questo è il mio personale modo di allevare e riprodurre questo esemplare e sono aperto a domande e discussioni.


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